Il DUBBIO è necessario per avere successo?

Un giorno, uno di quelli importanti nel mio percorso professionale, un mio cliente oramai settantenne, imprenditore di successo nel campo della vendita di prodotti sportivi, mi ha detto "sai Enzo la cosa che non mi ha mai abbandonato nella vita e nel lavoro è il dubbio”, io devo averlo guardato in maniera strana perché, mi ha detto "non ti sbagliare però, è il dubbio che mi ha dato il successo e ha fatto funzionare la mia impresa così bene".
Grazie a lui ho iniziato a vedere come i dubbi sono la fonte di tute le nostre scoperte. Senza di essi l’uomo non avrebbe mai realizzato quello che ha realizzato, non avrebbe superato i suoi limiti, non avrebbe scoperto, inventato, sviluppato.
Il dubbio è alla base di tutte le nostre attività…
  • Potrò permettermi questo investimento?
  • Cosa devo fare per avere più clienti?
  • Chi assumo per questa mansione?
  • Passerò l’esame?
Sono solo alcuni dei pensieri che quotidianamente affollano la mia e le tua mente.
Ho compreso come questo dubbio sia la base di tutte le attività economiche e non.
Il nostro cliente ci chiede di dare soluzione ai suoi dubbi, alle sue incertezze, per far si che tutto possa procedere per il meglio, vale a dire realizzare profitti. 
Forte di questa comprensione ho realizzato che “Solo dare risposte ai dubbi dei miei clienti o potenziali clienti, mi permetterà di averne sempre di più, renderli soddisfatti di quello che comprano e quindi gestire un’attività di successo in costante crescita”.
A quel punto ho iniziato a guardarmi intorno, a buttare giù una lista di quelli che sapevo essere i dubbi dei miei clienti:
  • come faccio a gestire meglio i miei costi?;
  • come posso avere più clienti?;
  • come posso pagare meno tasse?;
  • come posso comunicare in maniera efficace?;
  • sei proprio sicuro che devo avere dei profili social per essere più efficace?
  • ecc….
Poi sono andato online e ho cercato nei forum e nelle recensioni a prodotti e servizi le domande che meglio avrebbero arricchito ma mia ricerca, ho guardato Quora e Likedin, Think with Goggle , e molti altri…
Grazie a questo mi sono costruito una mappa di cosa e come avrei dovuto scrivere per catturare l’attenzione del mio pubblico.
Tutto procedeva bene, le persone erano interessate, io proponevo le cose che andavano bene per loro, quello di cui avevano bisogno, aggiungevo alle loro domande la mia migliore interpretazione dei loro bisogni.
Ma qualcosa non funzionava, dopo una prima fase di partecipazione, in cui facevamo delle belle riunioni, in cui annuivano quando parlavo di come risolvere le loro questioni, piano piano il loro interesse sembrava svanire fino a che, quando li richiamavo, mi dicevano che per adesso ci stavano pensando e che mi avrebbero fatto sapere.
Spesso però quel momento non arrivava mai e il progetto semplicemente passava oltre.
A quel punto ero certo che qualcosa nel mio approccio non andava bene, dovevo trovare una soluzione altrimenti avrei avuto molti problemi, evidentemente il mio modello aveva qualche falla.. avevo una miriade di dubbi..
Ho iniziato a cercare le risposte, ho chiesto ad amici e colleghi, ho comprato libri e fatto ricerche su internet fino a che in un video lo Zio Monty (Marco Montemagno) ha suggerito un libro di Daniel Priestley, “Tutto esaurito”, che ho iniziato a leggere.
Li ho trovato la risposta alla mia domanda…
resta connesso la risposta alla prossima puntata..
TO BE CONTINUED...


Doubts VS Answers

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